Lasciatemi aprire questo post sfatando un mito: il linguaggio non si insegna, il linguaggio si vive.
Quest’affermazione vale per tantissimi traguardi che il bambino raggiungerà nel corso della propria vita, il miglior modo per imparare qualcosa infatti, è viverla in prima persona e respirarla nel proprio ambiente.

Come si sviluppa il linguaggio?

Nella prima fase di vita il bambino non sa parlare e tuttavia sa ascoltare molto bene. Da quando nasce a quando il linguaggio esploderà, il bambino fa un lento ma inesorabile lavoro di assorbimento del linguaggio che lo circonda.

Come una piccola formichina si appropria di tutte le parole che raccontano il suo ambiente esterno e le usa per costruire quello interno a lui. Non è questione di insegnamento: è questione di ambiente.

Un bambino nato in Italia da genitori stranieri abituato a sentir parlare italiano fin dalla nascita, parlerà e penserà con la lingua italiana.

In questo periodo di vita il bambino fa un lavoro che ha del miracoloso, silenziosamente immagazzina tutti i costrutti della lingua che lo circonda imparandone grammatica, sintassi e sfumature sonore. Dopodiché, da un momento con l’altro, tutto questo lavoro fatto silenziosamente esplode in una magia fatta di suoni e parole che lascia noi adulti stupiti e ammaliati. Ecco quindi come fare per favorire questa magia:

1 – L’importanza del tono di voce

La vera differenza la fa proprio questo: il tono. È dimostrato che rivolgersi al bambino in tono affettuoso e materno gli permette di recepire e fare propri i concetti in modo molto più efficace.

Fate in modo di rivolgervi al vostro bambino con parole delicate, frasi leggere ma ricche di significato, descrivete l’ambiente che lo circonda come fareste con un quadro. Non siate aridi di dettagli e sfumature vedrete che meraviglia quando, senza preavviso, vi stupirà con effetti speciali.

2 – Descrivi e racconta quello che fai

L’associazione fra quello che dite e quello che fate è il miglior modo per aiutare il vostro bambino a comprendere quello che lo circonda. Badate bene che non si tratta solo di questo perché è anche, e soprattutto, una questione di rispetto.

Quando vestite o svestite il vostro bambino, quando lo lavate, quando lo allattate, raccontate e descrivete sempre quello che state facendo. In questo modo prenderà coscienza del suo corpo e darà un nome alle vostre azioni.

3 – Non semplificare le parole, scandiscile!

Non credere ingenuamente che il tuo bimbo, solo perché piccolo, non sia in grado di capire quello che gli stai dicendo. Rivolgersi a lui sostituendo parole che tu ritieni difficili, non fa altro che limitare il suo vocabolario. Badate bene che al momento il vostro bambino si trova in una fase di massima potenzialità psichica.

È adesso che il vostro bambino è in grado di immagazzinare il maggior numero di informazioni, quindi arricchitelo e non impoveritelo. Piuttosto fate in modo di scandire bene queste parole magari aiutandovi con delle immagini che lo aiutino a contestualizzarle.

4 – Chiama gli oggetti con il loro nome

Un cane si chiama cane, non si chiama bau. Un treno si chiama treno, non si chiama tu-tu.
So bene che il linguaggio abbozzato dei bimbi fa tanta tenerezza ed è con la stessa tenerezza che noi ci rivolgiamo a loro. Ma se vogliamo aiutarli e condurli verso una strada di autonomia verbale, dobbiamo fornirgli gli strumenti corretti invece che dargli solo tanta confusione.

Lasciate che loro utilizzino i termini che meglio ritengono, voi però utilizzate quelli corretti senza correggerli, non è necessario perché lo capiscono da soli, vi faccio un esempio.

Davanti a un treno che passa il vostro bimbo esclama
tutuuuuu!”
A quel punto voi, gentilmente rispondete
“Si! Hai visto come corre forte questo treno?”


5 – Leggi e canta

La musica e la lettura sono dei validissimi strumenti per aiutare il vostro bambino nella costruzione del linguaggio.
Proponetegli delle canzoni che scandiscano bene le parole, che raccontino qualcosa e che siano ricche di dettagli e di descrizioni.
Ecco un esempio molto significativo, adorato da grandi e piccini.

Stesso discorso per i libri, scegli libri che usino le parole per quelle che sono accompagnandole con immagini che ne chiariscano il significato.
Ecco un esempio di quello che intendo.

I bambini non sono delle scimmiette ammaestrate ma sono le donne e gli uomini di domani, il nostro compito non è tanto quello di indirizzarli verso lo sviluppo corretto quanto piuttosto di metterli nelle condizioni di avere stimoli che rispondano ai loro bisogni evolutivi.

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