Un bambino autonomo è un bambino felice, in grado di scegliere e di agire per se stesso, consapevole di essere il protagonista della sua vita.

Per gli adulti la parola “autonomia” porta in sé delle contraddizioni. 

Il desiderio di crescitadel bambino e l’istinto di protezionedell’adulto, spesso contrastano fra loro impedendo, di fatto, il raggiungimento delle competenze di base.

La difficoltà sta nel trovare un equilibrio fra questi due aspetti, ma seguendo delle piccole azioni quotidiane, il raggiungimento delle autonomie non farà più paura!

1. Concedi l’errore

Ricordate il detto chi sbaglia, impara? Come tanti proverbi contiene una grandissima verità.

Sperimentare l’errore sulla propria pelle, permette al bambino di comprenderlo e agire di conseguenza, forte dell’esperienza vissuta.

Sbagliare significa accorgersi di un movimento o azione sbagliata e, autonomamente, provare a porvi rimedio.

2. Liberi di scegliere

La possibilità di scelta è un’arma a doppio taglio. Trovarsi di fronte innumerevoli possibilità, potrebbe inibire l’azione e quindi sfavorire la capacità decisionale del bambino.

Provate a proporre al bambino due soluzioni, A e B, fra le quali scegliere; in questo modo lo renderete parte attiva nella decisione, senza tuttavia complicarne l’azione.

Esempio:

Durante la vestizione mattutina, coinvolgetelo invitandolo a scegliere fra due magliette diverse e ponete la domanda in questo modo “quale vuoi indossare?”

Ricordate di utilizzare un linguaggio semplice e con poche parole, per i bimbi sarà tutto più chiaro!

3. Intervieni il meno possibile

L’istinto dell’adulto è di semplificare la vita del bambino, tuttavia spesso questo si traduce nel sostituirsi completamente a lui durante l’azione.

Situazione:

Un bambino sta tentando di prendere qualcosa, voi intervenite afferrando l’oggetto e posandolo nella sua mano.

Questo esempio fa capire che l’istinto, a volte, rema contro l’autonomiarallentando la presa di consapevolezza del bambino.

Cercate quindi di lasciare che il bambino sperimenti da solo, guardatelo provare e sbagliare sempre con un’espressione d’incoraggiamento sul volto.

4. Dai il buon esempio… lentamente!

Non c’è modo migliore per imparare che osservare e sperimentare in autonomia.

Mostrare al bambino le gestualità (sfilare le scarpe, inserire una moneta dentro il salvadanaio, afferrare il cucchiaio e portarlo alla bocca) significa  guidarlo, con rispetto, durante l’apprendimento. Questo suggerimento vale anche per l’apprendimento del linguaggio.

Importante è svolgere i movimenti in modo lento e armonioso, questo permetterà al bambino un’osservazione attenta e partecipativa.

5. Specchio, specchio delle mie brame

Questo concetto in qualche modo li racchiude tutti: concedete al bambino di osservarsi durante lo svolgimento di un’azione.

Vestitelo (o lasciate che si vesta) davanti a uno specchio, fate lo stesso durante l’igiene mattutina e serale (lavaggio di denti, faccia, mani…) basterà un piccolo specchio all’altezza del viso.

Osservarsi durante lo svolgimento di determinate azioni, permetterà di cambiare prospettivanotando alcuni particolari che viceversa non noterebbe.

Si ma… non c’è sempre la possibilità di lasciar fare!

Per un adulto è davvero difficile cercare di non sostituirsi al bambino durante un’azione: il retaggio culturale da una parte e l’istinto protettivo dall’altra, contribuiscono a ostacolarne l’autonomia.

E poi c’è il tempo, che è sempre troppo poco per permettere di “lasciar fare da solo”. 

Spesso e volentieri si preferisce il passeggino piuttosto che una bella passeggiata, proprio perché, soprattutto la mattina, si è costantemente di corsa.

Suggerire di svegliarsi un’ora prima non è sempre verosimile. La vita di oggi è piena d’impegni e di scadenze che spesso sono inconciliabili con la lentezza.

Come spesso accade il compromessoci viene incontro. Se è vero che in alcuni momenti non si può proprio evitare il passeggino, in tutti gli altri invece è bene concedere spazio alla lentezza.

Certamente, è più rapido e “pulito” imboccare il bambino al posto che permettergli di alimentarsi da solo. Dopo una giornata di lavoro, quando si è stanchi e affaticati, non sempre si ha la pazienza di ripulire da cima a fondo la cucina.

Allora ditevi che ogni tanto va bene imboccare il vostro bambino, però provate a discriminare le situazioni: quando siete molto stanchi le autonomie possono aspettare, ma in tutti gli altri giorni, armatevi di pazienza!

La scoperta delle autonomie è un viaggio lungo e meraviglioso, certo a volte complicato, ma in assoluto ne varrà la pena!

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