Potrei citarne tanti di esempi di senso di colpa.

Il senso di colpa per aver sgarrato con la dieta, il senso di colpa per essere andata a dormire con la casa in disordine, il senso di colpa per aver detto qualcosa che ha ferito qualcuno, il senso di colpa per non aver studiato, il senso di colpa per una bugia.

Posso sopravvivere con tutti questi tipi, ma ce n’è uno che mi lacera e che proprio non riesco a tollerare: il senso di colpa che mi fa sentire una cattiva mamma.

Una mia cara amica mi ha condiviso questo articolo, parla di una mamma lavoratrice che non ha potuto partecipare alla recita di Natale del suo bambino perché doveva lavorare.

Tralasciando il fatto che tale recita sia stata organizzata ad un orario assurdo ed impensabile per un genitore, il punto sul quale sento il bisogno di riflettere è un altro.

Spesso mi sono interrogata se fossi io ad essere sbagliata o se evidentemente c’era un bug da qualche parte che mi impediva di essere connessa con gli altri genitori.

E’ che io mi sento arrancare.

Sono in una gara costante contro il tempo e gli obblighi di una vita da mamma freelance; a volte vinco mentre altre soccombo. Eppure chissà come mai, mi sento sempre in difetto.

La percezione che ho di me stessa è quella di un cane che cerca di afferrare la propria coda: per quanto io mi affanni, la coda mi sembra vicina ma irraggiungibile.

Poi succede che, un po’ per lavoro e un po’ per vezzo personale mi scontro con i social. Sui social, a quanto pare, sono tutte super mamme. La casa è a posto, i figli ben vestiti, la manicure fatta e tutte hanno il tempo per tutto.

Non devono scegliere. Possono tutto.

La sindrome del “ma come fa a fare tutto” è qualcosa che ho sempre avuto, fin da prima di Tommaso. Sono sempre stata accecata dall’invidia guardando quelle donne capaci di svegliarsi prestissimo al mattino, essere sempre impeccabili, lavorare, avere mille hobby, mille progetti, mille idee.

Mi sto rassegnando al fatto che è inutile prendermi in giro, questa invidia non passerà. Continuerò ad essere la donna che arranca nel tentativo disperato di incastrare mille cose.

Mi applicherò per diventare sempre più organizzata e cercherò sempre di migliorarmi, imparerò a fare delle scelte ma soprattutto delle rinunce. Perché non sono Hermione Granger e non dispongo di un giratempo.

Ma la cosa che più di tutte mi impegnerò a fare è perdonarmi e mandare a quel paese quel dannato senso di colpa.

  • Non sono una cattiva mamma se ogni tanto piazzo Tommaso davanti al trenino Bob mentre mi dedico ad impostare una cena molto poco invitante dell’ultimo minuto.
  • Non sono una cattiva mamma se capita che mi dimentichi di portare il cambio pulito al nido.
  • Non sono una cattiva mamma se non sono capace di smacchiare come si deve le bavaglio di mio figlio.
  • Non sono una cattiva mamma se non rispondo sempre alla chat dei genitori del nido.
  • Non sono una cattiva mamma se tiro una boccata di sollievo quando finalmente tutti escono di casa e io posso mettermi a lavorare in santa pace.
  • Non sono una cattiva mamma se mi sono stufata di cantare a mio figlio la canzone del topolino e decido di cantargli l’ultimo singolo di Calcutta.
  • Non sono una cattiva mamma se potrei andare avanti all’infinito con questo elenco.

Non sono una cattiva mamma. Non lo sono e dirò di più. Ho deciso che d’ora in avanti mi sentirò la mamma migliore del mondo per mio figlio. Che ne dite, facciamo tutte questo patto?

Smettiamo di sentirci sbagliate e cominciamo a sentirci un pochino più giuste?

Siete con me?

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