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Alimentazione: educare un bambino alla pappa!

Se chiedete a un genitore qual è il momento che causa più stress, alcuni vi risponderanno che probabilmente è quello del pasto.

Spesso assisto a scenari nei quali i bambini a tavola fanno tutto tranne mangiare mentre i genitori si affannano a contrattare per un’altra mezza forchettata di verdure.

Non c’è un modo giusto o sbagliato per stare a tavola ma solo uno felice e rispettoso, perché il rapporto sano col cibo si costruisce proprio da piccoli, quindi ecco quali sono secondo me i principi da seguire per educare un bambino all’alimentazione.

Prima regola fondamentale: si mangia a tavola stando seduti

So bene che spesso la fatica più grande è riuscire a conciliare gli impegni della vita quotidiana (lavoro, casa, famiglia, etc.) con le esigenze dei nostri bambini, ma presi dalla frenesia del momento spesso entriamo in un vortice vizioso che invece di aiutarci ci ostacola ancora di più.

Il momento della cena è convivialità, non si tratta solo di “buttare giù qualcosa per non svenire di fame”, in questo momento ci si racconta e si condividono momenti ed emozioni vissuti durante la giornata.

Per questo anche se il vostro bimbo solitamente cena prima di voi ecco due piccole regoline da far rispettare:

  • Si mangia seduti a tavola, se vuoi alzarti allora dovrai anche posare il pezzo di pane e la forchetta perché il divano non è il posto giusto per mangiare la pappa.
  • Se hai finito di mangiare ma mamma e papà sono ancora seduti a tavola, tu stai qui con loro. 

Quest’ultimo punto mi sento di specificarlo, è chiaro che non si può obbligare un bambino piccolo a stare seduto per mezz’ora senza fare nulla ma solo “chiacchierando”, quello che interessa a noi è cominciare a passare però questa bella abitudine, non importa se saranno solo 10 minuti.

L’importante è che ogni sera il nostro bimbo possa vivere un momento di convivialità a tavola assieme a noi, vedrete che man mano che crescerà i tempi di permanenza seduto a tavola si dilateranno e probabilmente riuscirà anche ad attendere di cenare per farlo tutti insieme.

Datevi orari fissi e rispettateli

Ci sono diverse scuole di pensiero perciò probabilmente il mio punto di vista non sarà condiviso da tutti, però io ritengo che per una vita serena sia indispensabile l’ordine.

Questo ordine non si ottiene solo posizionando gli oggetti di casa con un preciso senso logico, ma anche dando degli orari (routine) che vengano rispettate giorno dopo giorno, andando a fortificare il senso di sicurezza del bambino e più in generale della famiglia.

È vero che il corpo segue ritmi propri, ma è vero anche che in alcune occasioni è possibile adattare le esigenze fisiche anche a quelle della collettività, per questo è importante pranzare e cenare sempre alla stessa ora durante la settimana, così facendo regolarizzerete i ritmi e molte cose verranno di conseguenza: nanna, bisogni fisiologici, gioco sereno e così via.

E se il mio bambino vuole mangiare sempre le stesse cose?

Io non mi occupo di nutrizione ma mi sono molto informata per motivi personali e professionali, quello che ho imparato è che i bambini cambiano i gusti molto velocemente, inizialmente sono di bocca buona perché il senso del gusto si sta ancora affinando, successivamente iniziano a distinguere sapori ma non solo, anche forme e colori.

A un certo punto della loro crescita i bambini cominciano a mangiare anche con gli occhi, ecco perché definiscono alcuni piatti con connotazioni estetiche “la pasta rossa” “l’uovo piatto” ecc.

Quindi quello che posso dirvi è di non abbattervi se alcuni alimenti non sono di loro gusto, provate a proporli più avanti e magari scoprirete che avranno cominciato ad apprezzarne il sapore.

Intanto vi lascio elencato qualche piccolo suggerimento utile in tal senso:

  • Variate il contenuto e non la forma: se piacciono le polpette provate a fargliele di pesce, legumi, formaggio…
  • Provate a rendere simpatici i piatti, non c’è bisogno di andare a fare una scuola di arte culinaria, basterà mettere su un piatto di pasta due rondelle di carote al posto degli occhi, una pallina di ricotta al posto del naso, qualche seme oleoso al posto della bocca, e verdura al posto dei capelli: provare per credere!
  • Mettete poco cibo nel piatto in modo da non inibirlo, se lo finirà tutto potrete proporgliene ancora.
  • Chiedete che cosa vorrebbe mangiare, vedrete che se interpellato sarà più incline ad assaggiare quello che si troverà nel piatto.

Non forzate il bambino, mai!

Noi veniamo da una cultura e tradizione alimentare che vede nel cibo la risposta a molti problemi, la verità è che un rapporto sereno con il cibo è quello che permette a un bambino di scegliere se e quanto mangiare.

Non continuate ad incalzare i bambini dicendo “mangia ancora una forchettata” oppure “se non mangi non ti do questo gioco”, la quantità di cibo stabilita dall’OMS per un bambino di circa 12 mesi parla di 30/40 grammi di pasta e altrettanti di legumi…

Avete mai provato a mettere una quantità simile nella vostra mano? 30 grammi di pasta corrispondono esattamente a una manciata, provate quindi a pensare a quello che proponete ai vostri bimbi, se siete soliti non pesare gli alimenti probabilmente il metro di giudizio rispetto alla quantità di cibo proposto sarà falsato dalla vostra percezione.

Per questo motivo se pensate che la bilancia sia scomoda vi consiglio comunque di tornare ad utilizzarla, solo per permettervi di imparare a considerare le porzioni per quelle che dovrebbero essere davvero e non per quelle che sembrano più corrette a voi.

Evitate televisione e dispositivi elettronici

La consapevolezza rispetto all’alimentazione dipende soprattutto dall’esserci sul serio. Un bambino distratto da un cartone animato oppure intento a smanettare su un dispositivo non presterà mai la giusta attenzione a quello che sta facendo perché sarà distratto da tutt’altro.

Così facendo non imparerà a concentrarsi su se stesso e sugli input che il suo corpo gli manda, questo lo porterà a non riconoscere il senso di sazietà, a non interagire a tavola con il resto della famiglia e più in generale perderà interesse per questo momento di condivisione riducendo il tutto al mero soddisfacimento di uno stimolo fisiologico.

Per lo stesso motivo consiglio di evitare di imboccare il vostro bambino, permettergli di nutrirsi da solo significa insegnargli a regolare la velocità sulla base delle sue esigenze, concentrarsi sui sapori e sulla masticazione arrivando bene al punto di sazietà e permettendogli quindi di mangiare solo ed esclusivamente quello che serve a lui per il suo fabbisogno.

Prima di salutarvi vi lascio con un video che ho girato proprio rispondendo alla domanda di una mamma che chiedeva informazioni sul tema alimentazione.

Buona visione!

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