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Come e perché viaggiare con i bambini piccoli

Quando si era solo in due viaggiare era un’esperienza avvincente e rilassante, tuttavia una volta diventati genitori le cose cambiano e quello che un tempo era relax (fisico o mentale che fosse) allo stato puro, si trasforma in qualcosa di assolutamente complicato specialmente per quanto riguarda la gestione delle incombenze (ritmi, alimentazione, intrattenimento, ecc). Ma non disperate! Viaggiare fa bene a tutti grandi e piccini, vediamo insieme quali sono i deterrenti maggiori in un viaggio con i bambini e come arginarli.

La paura del viaggio

La cosa in assoluto che fa più paura ai genitori è il viaggio specialmente quello in auto, i bambini sono costretti nei seggiolini, spesso questa forzatura causa pianti disperati e poco piacevoli specialmente per chi si trova alla guida.

Ci sono due tipi di approccio molto diversi che mi sento di consigliare e questi variano in base all’età del bambino, bimbi molto piccoli difficilmente saranno in grado di intrattenersi da soli quindi è bene che la mamma o il papà siano (quando possibile) seduti dietro con loro per aiutarli ad accettare meglio questa “situazione itinerante”.

Proponete quindi canzoncine, coccole e carezze, libri e giochi che sapete essere i loro preferiti, l’idea è di permettere ai vostri bimbi di abituarsi in modo piacevole a questo mezzo e a questa situazione nella quale giustamente si sentono costretti.

Aspetto importante è quello di fare molte pause, almeno una ogni due ore, permettetegli di cambiare posizione, essere cambiati se necessario e cambiare ambiente per qualche minuto. So bene che questo potrebbe dilatare notevolmente i tempi, ma il vostro intento adesso deve essere quello di permettere al vostro bambino di “fare pace” con la macchina e forzarlo per tempi eccessivamente lunghi potrebbe non aiutarlo.

Come comportarsi invece con i bimbi più grandi?

Per i bambini dai 10 mesi in su il mio consiglio è diverso, viaggiare non significa partire da un punto A e arrivare a un punto B ma significa conoscersi attraverso la scoperta di altri luoghi, spazi e modalità. 

È importante che i vostri bimbi accolgano questa parte importante del viaggio perché è quella che insegna loro l’attesa e li aiuta a prendere coscienza del fatto che per le cose belle vale la pena aspettare.

Sedetevi quindi accanto al guidatore, non abbiate l’urgenza di intrattenerli ma se sono tranquilli lasciateli stare, approfittate per chiacchierare fra di voi e con loro se ve lo richiedono, non accorrete subito a proporgli un gioco o uno spuntino, lasciate che ne sentano davvero l’urgenza e che siano loro a capire di cosa hanno bisogno.

Senza avervi a completa disposizione inizieranno a guardare fuori dal finestrino, a chiacchierare insieme a voi, ad ascoltare la musica e, cosa importantissima : a pensare.

E una volta arrivati a destinazione?

Il mio consiglio è quello di non impazzire per portarvi dietro tutta la casa, la capacità di adattarsi passa anche da questo, i bambini sono saggi e sanno che se anche gli orari, i modi e gli oggetti sono diversi rispetto a quelli che hanno a casa, le cose non saranno diverse una volta rientrati, in pratica il discorso è proprio quello dell’eccezione che convalida la regola.

Non importa se quando sarete in viaggio i vostri bimbi non mangeranno esattamente quello che prevede il menù, se si addormenteranno più tardi e se non faranno il solito bagnetto serale, quello che conta veramente è che capiscano che ci sono dei momenti speciali che hanno ritmi e abitudini altrettanto speciali.

Sappiamo benissimo che “casa” è dove ci sono le persone che ami, questo vale anche per i bambini, quello che conta per loro è stare insieme a mamma e papà facendo cose che li arricchiscono e li rendano gli adulti meravigliosi che saranno.

Il pianto durante il viaggio, cosa fare a riguardo

Questo è un argomento delicato poichè sapete molto bene come la penso in merito, credo che il pianto del bambino sia il suo modo per comunicarci un disagio, ignorarlo significa fargli passare il messaggio che saremo sordi di fronte alle sue richieste d’aiuto e questo è sbagliato.

Tuttavia, il pianto non deve essere un deterrente per proporre al vostro bimbo l’esperienza del viaggio. So che è faticoso guidare con un bambino urlante nelle orecchie, però cercate di non farvi limitare da questo e continuate a proporre questo tipo di esperienze perché vedrete che poco alla volta sia abituerà.

Accogliete il suo pianto e la sua rabbia, rispondetegli sempre, fategli delle carezze e spiegate con calma perché lo state “costringendo” dentro al seggiolino, ma una volta che avrete risposto concedetegli anche di manifestare la sua rabbia: lasciatelo piangere e sfogare.

 Sul mio profilo Instagram nelle storie in evidenza trovate un approfondimento su questo tema, spero possa esservi utile per affrontare con un piccolo di serenità in più il momento del viaggio in auto e per qualsiasi cosa… sapete dove trovarmi!

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